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NICOLA SI RACCONTA
di Chiara Greco

L’inizio è stata una scelta dolorosa. “Avevo 7 anni, avevo in testa solo il calcio, e tifavo Juventus. Mi servivano le scarpe coi tacchetti intercambiabili. Mio padre Pietro, sfegatato tifoso rossonero, mi disse: “Te le regalo se diventi milanista”. Non credo di averci pensato molto prima di dire si”.
Il cammino è un’ostacolo dietro l’altro. Nicola ci è entrato in tackle. E’ sempre stato un tipo determinato. Aveva un’obbiettivo, era disposto a passare sopra a parecchie cose per raggiungerlo, persino a piccoli tradimenti verso se stesso. Da bambino fù il tifo, da grande il ruolo. “Avevo un idolo Redondo, il massimo per chi giocava centrocampista davanti alla difesa come me. Quando nel ’96 mi prendono alla Pistoiese, in C1 c’è Catuzzi. Mi dice: “Se vuoi arrivare ad alti livelli, devi fare un passo indietro.” Non ne ero affatto convinto. Non avevo marcato mai nessuno, io impostavo e lanciavo. Alla prima gara di Campionato, per necessità devo giocare difensore centrale. Sono il migliore in campo. Quando esco dagli spogliatoi sono più convinto. Devo ringraziarlo Catuzzi, bravissimo a livello tattico, soprattutto negli schemi difensivi".
La salvezza, però è un massaggiatore,. “C’è un momento in cui non mi vuole più nessuno. L’unico a credere in Legrottaglie è il sottoscritto e pochissimi altri. Il Chievo, nel Febbraio 2000 mi presta alla Reggiana, in C1. Gioco 4 partite e mi faccio male: Tendinopatia al ginocchio destro. Perdo tutta la stagione. Alla fine, la Reggiana non vuole confermarmi, il Chievo non ci pensa a riprendermi, non c’e’ uno straccio di squadra che mi cerca. Ho 23 anni e tutti pensano che ormai sono rotto e, in più, che forse non sono adatto ai grandi palcosceni. Spunta il Modena di De Biasi ma è dubbioso sulle mie condizioni. Per fortuna chiamano il massaggiatore della Reggiana. Pizzarotti che conoscono. Lui dice: “Prendetelo a occhi chiusi, è completamente guarito. Ed è bravo.” Il Modena chiede il prestito al Chievo che lo concede ben volentieri. Beh gioco 32 partite, segno 1 gol e conquisto la promozione in B. La società emiliana in gennaio ottiene la comproprietà ma poi è il Chievo a riscattarmi.”
Ed è proprio qui con una squadra che l’aveva in pratica scaricato che Legrottaglie Nicola da Mottola, provincia di Taranto, diventa giocatore da copertina. Di più da Nazionale. “ Me la sono fatta ripetere tre volte, la notizia di essere stato convocato in Nazionale. Le voci giravano, Ma onestamente l’azzurro mi sembrava prematuro. Ma il 20 ottobre faccio ln mio esordio in maglia azzurra contro la Turchia 28 minuti con l’Italia di Trapattoni. La prima sensazione è stata una soddisfazione incredibile, subito dopo ho cominciato a sentire tra le labbra il gusto della rivincita contro chi non aveva creduto in me. La lista è lunga.”
Da dove partiamo Nicola?
“Dall’inizio della mia carriera. Ho fatto tutta la trafila nelle giovanili del Bari fino alla prima squadra dove andavo sempre in tribuna: Fascetti proprio non mi vedeva. Dopo il bel campionato a Pistoia il Bari non mi ha ripreso e mi ha dato al Prato. Poi in pratica ha regalato il mio cartellino.
Per loro non valevo nulla, mi piacerebbe sapere che pensano ora. E anche il primo periodo al Chievo non è che sia andata meglio. Vero ho pagato il salto dalla C alla B, ma anche la Società era in un periodo delicato. Il secondo anno più si andava avanti, più non giocavo, anche se pensavo di meritarlo. Ho vissuto brutti periodi, devo ringraziare i miei genitori che mi hanno sempre sostenuto.
Per fortuna è arrivato il Modena e subito dopo il Chievo dei miracoli. E’ stato difficile entrare nei meccanismi di una squadra che giocava a memoria e con gli stessi uomini da anni. Giocavo poco e a Gennaio volevo andarmene, mi voleva il Perugia. Mi ha convinto Del Neri a restare, a dirmi che era solo questione di tempo. Aveva ragione. Ho saputo aspettare imparando i trucchi del mestiere da D’Angelo, che è anche un’ottima persona. Alla lunga il lavoro ha pagato.”
Sono un difensore al quale piace manovrare, uscire palla al piede, segnare. Se il mio idolo era Redondo, quando ho cambiato ruolo guardavo Blanc. Devo molto a mister Del Neri e al Chievo dei Miracoli.
Il 17/02/02 una domenica indimenticabile, iniziata con la convocazione di Del Neri al mattino e conclusasi con la ribalta all’Olimpico.
“Sinceramente pensavo di andare in tribuna, invece quando il tecnico mi ha detto che avrei giocato, ho pensato subito a trovare la concentrazione. Davanti avrei trovato attaccanti del calibro di Crespo, Inzaghi e Lopez. Per fortuna è andata bene e per me è stata una grande soddisfazione. Non giocavo da due mesi e quasi allo scadere dell’incontro realizzo il gol del pareggio, una grande emozione!!” Inizio a giocare spesso in prima squadra facendo buone partite realizzando un altro gol a Lecce dove ero seguito da molti amici e parenti giunti dal mio Paese.”

 

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